La separazione: un evento da elaborare

E’ indubbio che la coppia, come istituzione, stia attraversando un periodo di grave crisi dovuto ai sempre più frequenti mutamenti sociali dei ruoli familiari e sessuali degli ultimi decenni. La crisi della coppia rappresenta infatti un segnale molto forte del disagio relazionale in cui viviamo. Assistiamo, sempre di più, ad una crescita vertiginosa del numero di separazioni e di divorzi … Continua a leggere

Adolescenza: istruzioni per l’uso

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L’adolescenza è quella fase dello sviluppo che si estende fra i tredici e i diciotto anni d’età. Ha inizio con la pubertà, o maturazione sessuale, ma continua parecchi anni dopo.

Costituisce la tappa fondamentale nel processo di maturazione dell’uomo ed è caratterizzata dalla contraddizione fra uno stato di necessaria dipendenza dal mondo adulto e da un forte desiderio di autonomia.

Nel corso dell’adolescenza l’individuo acquisisce sia le caratteristiche fisiche e bio-fisiologiche che lo fanno sentire adulto, sia le competenze cognitive e sociali appropriate per sentirsi parte del mondo adulto.

Sebbene il processo di crescita si fondi su basi psicobiologiche, esso è condizionato dal contesto socioculturale in cui ha luogo, tanto che l’adolescenza può essere prolungata o complicata da pressioni famigliari o sociali. Un tempo infatti c’era un passaggio brusco dal mondo infantile direttamente all’età adulta, ora, grazie al fatto che la scolarità si è prolungata nel tempo, il periodo adolescenziale si è esteso, con un conseguente protrarsi dello stato di dipendenza dalla famiglia d’origine.

L’adolescenza è sicuramente un periodo di rapidi e profondi mutamenti che si realizzano in ambiti molteplici e con tempi e modalità che variano da individuo ad individuo.

Di questi mutamenti quelli fisici sono sicuramente i primi dal punto di vista cronologico, perchè si realizzano nella prima parte dell’adolescenza. E’ un periodo in cui maschi e femmine crescono in fretta e assumono in modo più marcato le caratteristiche fisiche del sesso a cui appartengono.

Lo sviluppo psicobiologico ha carattere universale, ma il modo in cui viene vissuto e valutato dall’adolescente viene influenzato dalla cultura a cui appartiene. Di solito l’adolescente si rende ben conto che il suo corpo sta cambiando, ma vi sono molti tratti del suo aspetto fisico che non è in grado di riconoscere o che hanno dei significati che egli non è in grado di comprendere. L’adolescente, infatti, spesso non arriva a pensare che determinati indici corporei sono transitori, non si aspetta che essi subiscano un’evoluzione nel tempo e neanche che oltre all’aspetto fisico può utilizzare altre potenzialità espressive della persona.

Per quanto riguarda lo sviluppo psicosociale l’adolescente si trova in una situazione particolare: non è più bambino e non è ancora adulto. Egli deve essere in grado di confrontarsi con i profondi cambiamenti che gli altri si aspettano da lui: l’ambiente sociale pretende che si comporti da adulto e quindi si dovrà preparare ai ruoli sociali legati a quella posizione e dovrà acquisire le abilità sociali a questa collegate. L’ambiente con cui l’adolescente ha a che fare è costituito da diversi gruppi di riferimento (coetanei, associazioni giovanili o subculture) e istituzioni sociali (famiglia e scuola) che da lui non si aspettano le stesse cose. Gli adolescenti si trovano in un periodo di cambiamento di ruolo sociale; cambiamento che comporta un processo di autonomizzazione dalle figure genitoriali e l’assumersi maggiori responsabilità all’interno della società.

La maggiore autonomia porta il giovane a voler prendere da sè le proprie decisioni e a voler far rispettare anche le proprie opinioni personali.

Il rapporto con i genitori si fa più difficile perchè l’adolescente non gradisce le loro ingerenze in rapporto alle amicizie, alla sua vita privata, ma nello stesso tempo ciò non impedisce che sia proprio lui a chiedere consiglio per questioni personali. Nel corso dell’adolescenza cambia l’immagine che i giovani hanno dei propri genitori, rispetto al periodo precedente, li vedono, infatti, più come persone che possono sbagliare.

Spesso, infatti, nascono dei conflitti fra genitori e figli adolescenti, che possono vertere sulle questioni più disparate: dai compiti domestici, al profitto scolastico, alle amicizie, ma rappresentano comunque esperienze di apprendimento, almeno finchè hanno luogo in un’atmosfera di legame.

La maggiore autonomia comporta che gli adolescenti si distacchino dalla famiglia anche da un punto di vista emotivo e che cerchino di stringere nuove relazioni sociali. La famiglia rimane comunque fondamentale per trasmettere valori e per veicolare le fondamenta di un proprio stile di vita. Le figure genitoriali sono in grado di rispondere a molti bisogni dell’adolescente, fra cui quello di avere una buona comunicazione con i genitori, essenziale per negoziare con loro, prendere decisioni, esprimere preoccupazioni e, in parte, per avere il riconoscimento del proprio nuovo status all’interno della famiglia.

La relazione con i coetanei ha una funzione molto importante nello sviluppo psicosociale. Il gruppo è molto importante perchè offre opportunità supplementari per apprendere determinate abilità sociali (relative alla conversazione, nella relazione con l’altro sesso, nell’affrontare i propri impulsi aggressivi).

Il gruppo dei pari consente di sperimentare diversi nuovi ruoli sociali; aiuta a conservare e a rafforzare l’autostima in una fase della vita problematica. Nella maggior parte dei casi infatti il gruppo costituisce un punto fondamentale nel processo di costruzione dell’identità.

In sintesi il gruppo costituisce il luogo privilegiato  per sperimentare dei comportamenti non sottoposti al controllo immediato da parte degli adulti.

 

Incontro a tema sui conflitti

Sabato 17 maggio alle ore 10 presso la Biblioteca di Bentivoglio (BO) nell’ambito del Maggio di Informazione Psicologica si terrà l’incontro dal titolo “Come si possono gestire i conflitti” condotto dalla dott.ssa Sara Savio, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale. Nell’incontro verrà trattato il tema del conflitto all’interno della coppia, nelle altre relazioni nei suoi vari aspetti per far conoscere … Continua a leggere

L’abbandono

Recentemente ho rivisto il film “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza con Margherita Buy il cui tema è appunto l’essere lasciati e la sofferenza che ne consegue. La protagonista del film, una borghese benestante sposata con due figli, viene lasciata dal marito senza un apparente motivo: all’inizio sembra solo una pausa di riflessione ma poi si scopre che il marito, … Continua a leggere

Il legame di coppia

La coppia è composta da tre parti: tu, io e noi. Ci sono quindi due persone che hanno un legame stabile ma tre parti. Ognuna di queste tre parti è significativa a pari modo: ognuna, infatti, ha una vita per se stessa. Ognuna rende l’altro più accettabile. Ogni parte deve essere utilizzata, dal momento che ognuna ha un significato nella … Continua a leggere

Il “mistero” dell’amore

Amare è sicuramente l’esperienza più significativa della nostra esistenza. L’esperienza amorosa è infatti universale, perché ci riguarda tutti, a qualsiasi età. La passione amorosa ha sempre attirato l’attenzione di psicologi, sociologi e psichiatri. L’amore può sconfinare, infatti, in condizioni estreme, nella follia e portare anche ad uno squilibrio psichico. L’amore nella fase iniziale dell’innamoramento è un momento di “pazzia fisiologica” … Continua a leggere

Viaggio verso la conoscenza di se stessi

Ritorno a parlare di cinema, in particolare di un film nelle sale in questi giorni:  “This must be the place” di Paolo Sorrentino, con Sean Penn. Il film, oltre ad essere molto ben realizzato, sia per la regia (Sorrentino ormai è una sicurezza), sia per la magnifica intrpretazione di Sean Penn, che supera se stesso, sia per il soggetto, sia … Continua a leggere

La psicologia dello spettatore

Visto che  in questo blog scrivo spesso di cinema, essendo un’appassionata di quest’arte, vi vorrei far conoscere un argomento insolito e poco approfondito come quello della psicologia dello spettatore, ma che riguarda tutti, però, cinefili e non, adulti e bambini.  Chi non ha mai visto un film, infatti, nella sua vita? Sono molti gli psicologi che amano il cinema. Forse perché nei film seguono le trame, … Continua a leggere

Maggio Informazione Psicologica 2011

 Parte a Maggio il MIP (Maggio di Informazione Psicologica), alla sua quarta edizione. Un’iniziativa di Psycommunity, la comunità virtuale degli psicologi italiani che, a titolo volontario, organizzano e promuovono eventi inerenti la Psicologia. Quest’anno ben 900 psicologi in tutta Italia hanno aderito per offrire un colloquio psicologico gratuito e per organizzare incontri, serate a tema, seminari su tematiche psicologiche in varie città.   Tutte le iniziative saranno … Continua a leggere

I sogni ci aiutano a capire meglio noi stessi

Dopo l’ultimo post sull’evento “onirico” milanese, voglio parlare ancora di Sogni. Il fenomeno dei sogni, infatti, sembra riscuotere un certo interesse, anche da parte di chi magari non si interessa molto di psicologia. Però i sogni incuriosiscono quasi tutti, vuoi per il loro carattere fantastico e a volte paradossale, vuoi perchè non è ancora chiaro quale sia in realtà la loro funzione. Perchè, … Continua a leggere