07/11/2008
Un gioco da ragazze
Vorrei parlare di un film che ho visto da poco. Si tratta di "Un gioco da ragazze" nelle sale in questi giorni ed opera prima del ventiseienne regista Matteo Rovere che descrive i lati oscuri dell'adolescenza. Presentato al festival di Roma ha suscitato non poche polemiche per la crudezza dei contenuti ma soprattutto perchè inizialmente era stato vietato ai minori di 18 anni. Divieto che in seguito è stato tolto ed ora la pellicola è vietata solo ai 14 anni.
E' la storia di tre compagne di scuola di un liceo privato che appartengono alla ricca borghesia di una città di provincia del nord . Annoiate dalla vita, maniacalmente attente alla dieta e al proprio aspetto fisico (i loro punti di riferimento sono Paris Hilton e Kate Moss) sono abituate ad ottenere tutto quello che vogliono, in primis dai genitori , per lo più assenti e troppo presi dal lavoro, e poi dalle istituzioni. A spezzare la noia delle loro vite è l'ingresso nella loro scuola del nuovo insegnante di italiano, giovane idealista che sembra avere come missione quella di risvegliare le sopite coscenze delle sue alunne e soprattutto di quella di Elena, la leader indiscussa delle tre e con un comportamento da "bulletta", come la definisce lo stesso professore prendendola in giro davanti ai compagni.
La pellicola sicuramente non lascia indifferenti e soprattutto nella prima parte è molto dura per le situazioni rappresentate. Colpisce in particolare la spregiudicatezza delle tre ragazze, in particolare di Elena, perchè le altre due ragazze più che altro si fanno trascinare dal suo fascino perverso che ammalia tutti, professore compreso, ma soprattutto colpisce per la superficialità e lo stile di vita delle ragazze che indossano abiti di lusso, frequentano centri di benessere e assomigliano più a delle donne che a delle adolescenti. Tutto ciò in un contesto dove le figure genitoriali sono pressochè assenti e gli altri adulti non ne escono sicuramente meglio. Le uniche frasi infatti con cui la madre di Elena si relaziona a lei sono: "hai mangiato solo un insalata, mangia qualcosa altro" o ancora "tutto bene?" pronunciate con assoluto distacco e poco interessamento.
Gli adulti in questo film sono presenti solo per non ostacolare le ragazze nei loro gesti trasgressivi e nei comportamenti aggressivi, per non punirle anche quando andrebbero punite, per scusarle, giustificarle sempre, non rendendosi conto che facendo così aumentano la loro impunità e il loro già smisurato senso di onnipotenza che fa vedere loro che gli altri sono solo degli strumenti per esercitare potere perchè probabilmente mai nessuno, fin da quando erano bambine, ha detto loro no, ha posto loro dei limiti che le avrebbe aiutate a crescere.
Non vi racconto il finale ma vi dico solo che il film non concede sconti , non dà scampo : nessuno si salva , non c'è catarsi , come nella maggior parte dei thriller per esempio, nulla cambia neanche dopo un evento tragico. Emblematica in questo senso la scena finale in piscina.
18:13
Scritto da : psichebo
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